5 gennaio 2015

La funzione (dis)educativa delle sculacciate

"Mazz' e panell fann i figghj bell" si dice dalle mie parti... e "ciò che non ti uccide, ti rende più forte" che può riferirsi anche ad altre situazioni, ma ben si adatta anche all'argomento trattato... ma ne siamo proprio sicuri? Il fatto che sia una consuetudine radicata della tradizione popolare, non rende le percosse un valido metodo educativo.

In realtà questi luoghi comuni sono solo un espediente per giustificare eventuali scatti d'ira di noi genitori nel momento in cui vediamo non rispettate le nostre prescrizioni... si otterrebbe di più con il buon esempio, a cominciare proprio dalla capacità di controllarsi.

Ma veniamo alle conseguenze... un bambino intimidito dalla possibilità di ricevere percosse se disubbidiente, non ragiona sulle conseguenze dei propri errori e inizia ad agire a tentoni, sperando di non contrariare il genitore. Questo comporta nel lungo termine:
  • sfiducia del bambino nella propria capacità di ragionamento e incapacità di prevedere le conseguenze dei propri errori, con il rischio di ripeterli (monelli incorreggibili)
  • sfiducia nel genitore e di conseguenza tendenza a mentire del bambino allo scopo di coprire le proprie marachelle... 
Già mettendo insieme questi punti la situazione non è delle migliori, se consideriamo che il bambino non ha ben chiara la gravità delle sue azioni (soprattutto se non danneggia se stesso ma altri) e potrebbe nascondere una marachella al momento riparabile, ma che nel tempo potrebbe avere conseguenze ben più gravi. Non so se ricordate il caso dei due bambini di Gravina, Ciccio e Tore, che avrebbero potuto essere salvati, se il loro amichetto avesse detto per tempo ciò che era successo, ma probabilmente non l'ha fatto temendo di essere punito.
Ma a parte l'incapacità di fare scelte razionali e di prendersi la responsabilità delle proprie azioni, ci sono altri effetti collaterali da considerare, primo fra tutti la dipendenza dagli altri, data la scarsa autostima, che può tradursi nel farsi facilmente trascinare da persone poco raccomandabili.
Noi genitori non siamo eterni... il nostro compito principale è insegnare ai nostri figli a sopravvivere in un mondo pieno di pericoli, comprendendo di chi possono realmente fidarsi.

E qui mi sovviene l'esempio di Pinocchio, che si è lasciato facilmente trascinare da Lucignolo e dal Gatto e la Volpe, non avendo in quel momento vicino a sé la guida di Geppetto, pur essendo quest'ultimo una figura genitoriale quasi perfetta (perché la perfezione non esiste!!!!)... ma Pinocchio era una testa di legno e i nostri figli non lo sono (ma possono diventarlo, usando certi metodi!!!!). Dobbiamo avere fiducia noi stessi nella loro intelligenza, se vogliamo che abbiano stima di sé stessi e questo si traduce nell'educare con l'esempio e nello spiegare loro i motivi dei nostri divieti

"Tutto questo per una sculacciata? Ma non gli ho fatto poi così male", qualcuno potrà obbiettare... sembra a noi... ma bisogna considerare la loro sensibilità... le ferite emotive sono più lente a guarirsi di quelle fisiche e bisogna vedere le percosse dal loro punto di vista non dal nostro... senza contare che ricevendole si sentiranno autorizzati ad infliggere agli altri lo stesso trattamento (bullismo).

Allora pensiamoci bene prima di alzare le mani, prevediamo le conseguenze delle nostre azioni e impariamo a controllare i nostri scatti d'ira... diamo il buon esempio, insomma!!!
Se vogliamo lasciare ai nostri figli un mondo migliore, cominciamo dalle mura domestiche... ;)